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Editoriale
di Renzo Carli *

Parliamo un po’ di noi.

I dati di consultazione del sito www.rivistadipsicologiaclinica.it

Diamo un’occhiata ai dati che il provider del sito della Rivista di Psicologia Clinica on line fornisce circa il numero delle visite effettuate nel sito di RPC e sul numero dei download di articoli da parte dei lettori.

Un primo dato concerne le visite:
da quando la RPC è uscita, vale a dire dal luglio 2006, il numero totale delle visite al sito di RPC è di 79.134.

Guardiamo ora all’andamento, nel tempo, delle visite:

La tabella riporta il numero delle visite, mese per mese, per i 23 mesi che vanno dal luglio 06 al maggio 08.
Come si vede, l’incremento è costante; si passa dai primi mesi, con meno di 2.000 visite, ad aprile e maggio 2008 con circa 8.000 visite al mese.

Guardiamo ora al numero dei download. E’ questo il dato più rilevante per una rivista scientifica: indica, con buona approssimazione, il numero di persone che leggono la rivista; indica infatti il numero di volte in cui qualcuno scarica dal sito gli articoli di RPC: per leggerli, consultarli, archiviarli, farsene qualcosa.
Da quando la RPC è uscita (luglio 06) ad oggi (maggio 08) i download effettuati sono stati 27.374.
I download sono il 34.6% delle visite. Ciò significa che in più di un terzo delle visite si scaricano articoli dalla RPC. Ci sembra questo un dato molto significativo circa l’utilizzazione della RPC.

Vediamo ora l’andamento dei download nei 23 mesi di vita della RPC:

Anche in questo caso si può notare un significativo incremento dell’utilizzazione della RPC, con qualche decremento corrispondente ai mesi precedenti l’uscita di un nuovo numero di RPC. Si passa dai 500 download dei primi mesi, ai più di tremila dell’ultimo mese, in un andamento d’incremento costante.
Riportiamo in tabella il numero delle visite e quello dei download nel periodo luglio 06-maggio 08:

Guardiamo ora alla dislocazione geografica delle visite. Il provider segnala che solo per il 48.60% delle visite è possibile conoscere la provenienza geografica.
Ecco la dislocazione per “continenti” delle visite localizzate:

E’ possibile notare come manchi l’America Latina: forse per una diffusione in quel continente sarebbe necessaria la traduzione spagnola della RPC

In particolare guardiamo alle visite effettuate negli Stati Uniti:

Ed a quelle effettuate in Italia:

Guardiamo ora alla distribuzione delle visite in Europa, nel periodo dic. 07 – mag. 08:

La distribuzione delle visite in Nord America, sempre nel periodo dic. 07 – mag. 08:

Nello stesso periodo risultano 107 visite dal Giappone, 78 dall’Australia, 47 dalla Cina, 22 da Malesia, Sud Corea, Singapore, 10 dalla India e dalla Turchia, 15 da Israele, 40 dal Sud Africa, 5 dal Cameron e da diversi altri paesi.

Un’ultima considerazione riguarda il tempo medio di permanenza nel sito per ogni visita: si passa dai 50 sec. del luglio 2006 ai 3 min. e 10 sec. del maggio 2008; anche in questo caso l’incremento è costante.

Guardiamo ai dati dell’annata 2007: il primo numero è uscito a giugno 2007, mentre il terzo numero è uscito a fine febbraio 2008. A tutto il maggio 2008 non è ancora uscito il primo numero 2008. Pensiamo infatti di regolare la RPC con le seguenti uscite: 1° numero: giugno; 2° numero: novembre;  3° numero: febbraio.
Da giugno 2007 a maggio 2008 abbiamo avuto 19.988 download. Sono, in media, 6.663 download per ciascun numero di RPC/2007. Si può ragionevolmente pensare che i lettori di ciascun numero di RPC siano 5.000 circa. 
Poco meno della metà dei lettori utilizza la lingua inglese. E la maggior parte dei lettori che utilizzano la lingua inglese è statunitense. Possiamo quindi affermare che 2.000 lettori abituali della RPC provengano dagli USA.

Considerazioni

I lettori di RPC avranno colto la linea culturale della rivista. La rivista è nata per diffondere la produzione scientifica, nell’ambito della Psicologia Clinica italiana, in Italia ed all’estero. Questo è il motivo per cui la RPC esce anche in lingua inglese.
La parola chiave che definisce la linea culturale è “Psicologia Clinica”. Sappiamo che molte sono le anime scientifiche e culturali di chi si riconosce nell’ambito della Psicologia Clinica italiana. Ci sforziamo di accoglierle tutte e di stimolare un dibattito entro queste differenze. Promuovendo, peraltro, una politica culturale che sottolinea la rilevanza della relazione in Psicologia Clinica, piuttosto che orientamenti individualisti; l’attenzione dello psicologo clinico alla promozione di sviluppo, piuttosto che alla correzione di deficit; l’attenzione alla promozione di un pensiero sulle emozioni, piuttosto che al miglioramento di disturbi diagnosticati a partire da repertori di psicopatologia.
Pensiamo che la diffusione della rivista sia lo specchio della linea culturale seguita.
Riteniamo, anche, che la diffusione della RPC negli USA e più in generale nella sua edizione inglese dica con chiarezza che gli studi, le prospettive teoriche e le ricerche pubblicate in RPC interessano studiosi e professionisti non solo italiani.
Vorremmo saperne di più sui nostri lettori, così come vorremmo raccogliere le loro osservazioni sulla RPC, per migliorarci e rendere sempre più rispondente la rivista alle attese di chi ci consulta.
Per questo motivo, con il n. 1 di giugno, lo stesso in cui compare questo editoriale, pubblichiamo un breve questionario ove chiediamo ai lettori che lo vorranno di dirci qualcosa di loro e di esprimere una valutazione della RPC in alcuni ambiti.
Vorremmo anche aprire un dibattito con i lettori italiani e abitanti all’estero sulla linea scientifica della RPC, sui temi che la sostanziano: in particolare sul tema della convivenza e dei problemi di convivenza entro i contesti sociali, discutendo sul ruolo dello psicologo clinico in tale ambito. Lo faremo a breve termine.
Per ora un ringraziamento sentito a chi ci legge e ci incoraggia a proseguire nella strada intrapresa, da parte di tutti coloro che lavorano alla RPC, dal Comitato di Direzione al Comitato di Redazione.

 

 

Note

* Professore ordinario di Psicologia clinica presso la Facoltà di Psicologia 1 dell’Università “La Sapienza” di Roma, presidente del corso di laurea “intervento clinico per la persona, il gruppo e le istituzioni”, membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell'International Psychoanalytical Association. Torna su