Riflessioni e interrogativi intorno agli strumenti clinici e ai setting d'intervento psicologico utilizzabili in presenza di disabilità

Roberto Vari

Abstract


Viene affrontato il tema delle diverse tipologie di setting e di strumenti clinici che lo psicologo ha a disposizione nel proprio intevento. Si assume che gli interventi non interpretativi, pur ampiamente utilizzati nella prassi clinica, non abbiano trovato una sufficiente sistematizzazione teorico metodologica. Sono riferiti e commentati quattro brevi episodi clinici occorsi in un Centro di Salute Mentale nei quali sono stati approntati diversi tipi di setting e di strumenti operativi. A seguire sono presentate domande e riflessioni circa i criteri che orientano la modulazione dei diversi strumenti clinici nel corso dell’intervento. I dispositivi dell’intervento, interpretazione compresa, sono trattati in termini di proposte relazionali dello psicologo finalizzate alla realizzazione di obiettivi. La notevole varietà e l’arricchimento degli strumenti clinici a disposizione espone al rischio, in assenza di una teoria della tecnica unificante, di una operatività frammentaria e sotto il profilo metodologico poco coerente. A partire dall’analisi critica del paradigma individualista viene sostenuta l’ipotesi che l’esplorazione creativa sul campo clinico di nuovi dispositivi accresca le potenzialità dell’intervento psicologico clinico e contribuisca al ripensamento dei costrutti teorico-metodologici, ivi compresi quelli inerenti il classico setting duale.

Keyword


Parole chiave: setting, intervento psicologico clinico, servizi di salute mentale, interpretazione, proposta relazionale

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