L’intervento con le famiglie: ci occupiamo della loro idoneità genitoriale, o della loro domanda?

Viviana Bonavita, Filomena Brescia, Agostino Carbone, Claudio Gasparri, Donatella Girardi, Silvia Policelli, Federica Rastrelli, Francesca Reale, Simona Sacchi, Valentina Terenzi, Renzo Carli

Abstract


L’articolo sviluppa una riflessione sui modelli di intervento psicologico rivolto alla famiglia e alle relazioni che la definiscono. In premessa vengono evidenziate le criticità degli interventi ortopedici rivolti a rinforzare l’organizzazione familiare su ruoli attesi e cliché conformisti costruiti entro il senso comune. Una dinamica definita seducente per quelle professionalità a scarso potere decisionale, come le professioni di aiuto, che si destreggiano ad agire il proprio potere prescrivendo comportamenti in nome di valori e da competenze pretese (ad es. le competenze genitoriali quali l’amore incondizionato per i figli, la comprensione, ecc.). I casi riportati, presentano situazioni in cui il valutare sadicamente le capacità di educare e amare la prole è sostituita dalla capacità dello psicologo clinico di sviluppare una committenza con i problemi che genitori, attuali o potenziali, si trovano ad affrontare (adozione, valutazione, procreazione, omogenitorialità) nel momento in cui l’estraneità è negata.

Keyword


idoneità genitoriale, adozioni, adolescenza, famiglie omogenitoriali, terapia intensiva neonatale

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