L’Assistenza Specialistica a scuola durante il lockdown Coronavirus: Dalla diagnosi al gruppo

Eleonora Ponzetti, Simone Valentini

Abstract


In questo articolo riflettiamo sull’integrazione quale obiettivo metodologico dell’Assistenza Specialistica (AS), resocontando due esperienze lavorative con casi di disabilità o disagio sociale. Parleremo di un Liceo classico di Roma e di un Istituto superiore professionale in provincia di Roma: contesti diversi, che intendono l’AS in modo diverso, in risposta alle loro specificità culturali.
Ci soffermeremo sugli obiettivi che perseguiamo, tenendo a mente un metodo psicoanalitico e la funzione integrativa dell’AS come orientanti l’intervento. Nel nostro intervento con gli studenti, è centrale il desiderio di apprendere, visto non come caratteristica individuale, ma come relazione formativa.
Nell’occuparsi della disabilità o del disagio sociale a scuola, un modello relazionale frequentemente agito è quello per il quale l’apprendimento è individuale: si è più o meno “bravi” – individualmente – nei vari apprendimenti; un’alternativa è l’apprendimento a fare bene, a perseguire risultati eccellenti insieme ad altri. L’apprendimento a fare bene è una competenza relazionale, non individuale. Proponiamo il gruppo condotto in un’ottica psicoanalitica come una metodologia integrativa, capace di sviluppare tale competenza.
Le esperienze di cui resocontiamo si collocano nel periodo di chiusura scolastica per l’emergenza sanitaria Covid-19, iniziata il 23 febbraio 2020 e ancora in corso quando scriviamo; la riorganizzazione del servizio di AS che ne è conseguita è in rapporto con la competenza a istituire setting di intervento psicologico clinico.

Keyword


inclusione; disabilità; Assistenza Specialistica; psicoanalisi; gruppo di apprendimento.

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